Il racconto di Elsa: i miei angeli contro la fibromialgia

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Il racconto di Elsa: i miei angeli contro la fibromialgia

Erica Francesca Poli e Vittoria Diamanti insieme per sconfiggere la Fibromialgia

Il mio blog oggi ospita una testimonianza davvero speciale, quella di Elsa e della sua lotta contro la fibromialgia!

<<Questo vuole essere il racconto della mia esperienza da fibromialgica, ma non vorrei fosse centrato sulla malattia e su tutte le conseguenze che questa comporta, vorrei portare l’attenzione sul percorso che ho voluto affrontare proprio grazie alla Fibromialgia.

Tralascio dunque tutta la descrizione della rabbia, della frustrazione, della depressione, del senso di smarrimento, della paura che chi vive questa situazione conosce molto bene.

Tralascio il racconto delle continue visite mediche dagli specialisti più disparati che non portano ad alcuna conclusione, la narrazione di tutti gli esami clinici a cui ci si sottopone e che risultano nella norma, tralascio di esporre la difficoltà nelle relazioni anche con i propri familiari, la percezione di essere incompreso ed allontanato.

Vorrei invece partire dalla “sentenza” del reumatologo che ho ben impressa nella memoria:

“Signora, lei ha la fibromialgia, è una malattia che non sappiamo bene da dove arrivi né quali siano le cause; è cronica, tende a peggiorare con il tempo, per ora sembrano funzionare gli antidolorifici e gli antidepressivi”.

Esco dallo studio con delle ricette di farmaci in tasca e con la sensazione di aver ricevuto una pugnalata.

Una coltellata in pieno petto, dritta al cuore!

Mi sento come il protagonista di un videogioco: mi immagino un coniglietto, scorro sul video, vado alla ricerca delle carote per avere energia, cerco di saltare nei cespugli che trovo sul percorso per guadagnare punti e passare ad un livello superiore.  Mi infilo nelle tane per aggiudicarmi i premi che mi forniscono punteggi extra, evito i pericoli che nel mio gioco sono rappresentati dagli umani che mi vogliono catturare per mangiarmi.

Poi ad un certo punto, mentre sei nel bel mezzo del tragitto, proprio nella parte centrale della tua esistenza, proprio quando pensi di aver acquisito le tue certezze, le tue sicurezze, quando pensi di aver risposto a tutte le domande che la vita ti ha posto, quando pensi di aver compreso come muoversi nello scorrere dell’esistenza… ad un certo punto compare la scritta GAME OVER.

elsa-e-vittoria-biancoenero

 

E allora cominci a chiederti dove hai sbagliato, cosa non ha funzionato, perché proprio a me?

La forza della disperazione mi ha portato a chiedere continuamente aiuto, non so dirvi esattamente a chi e cosa chiedessi.

Nei momenti in cui avrei voluto mollare tutto imploravo che qualcuno mi aiutasse, nei momenti in cui pensavo di non farcela più a sostenere i dolori cercavo una risposta: su internet, sui giornali, nei programmi televisivi di salute.

Ebbene, se c’è una cosa che ho capito da questa esperienza vissuta con la fibromialgia è che chiedendo e cercando qualcosa prima o poi arriva.

Io che non credevo in Dio ho capito solo ora la novella del Vangelo che ho studiato a catechismo da bambina:

“chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto”.

Vi dico questo perché chiedendo e cercando l’universo mi ha fatto dono di due angeli terreni che nel mio percorso di guarigione tutt’ora in corso sono stati fondamentali.

La tempistica con cui questi esseri speciali sono arrivati nella mia vita rasenta la perfezione.

numero unoIl primo angelo che ho ricevuto in dono è un medico psichiatra e psicoterapeuta integrato, la Dottoressa Erica Francesca Poli.

E’ entrata nella mia vita dopo la “sentenza” del reumatologo.

Per una persona come me che non sta mai ferma, che appena ha una giornata libera cammina 6/7 ore al giorno, che sale in sella alla bici il sabato mattina per scendere la domenica sera, la sentenza è risuonata come una condanna a morte.

Ho detto chiaramente alla mia compagna Patrizia che così non avrei voluto vivere.

Ho avuto tensioni e dolori muscolari forti, talmente forti da non riuscire a trovare posizioni non dolenti, persino stare appoggiata al materasso era una sofferenza, giramenti di testa che mi generavano attacchi di panico tali da non voler uscire di casa.

Elsa con Erica Poli

Non mi riconoscevo più, mi sentivo morire dentro e un giorno, mentre vivevo questa situazione guardando alla televisione una fiction che parlava di una guardia forestale, l’aspirazione lavorativa della mia vita, cambiando canale durante la pubblicità ho sentito Erica pronunciare queste esatte parole:

“vedete, ognuno di noi pensa di essere solido invece è come un tornado che nel passare raccoglie tutto ciò che trova, auto, alberi, polvere e così via. Lo vedete arrivare e sembra solido ma è un vortice d’aria. Se non ci fossero stati oggetti sul suo cammino non lo vedreste arrivare ma trovandovici in mezzo ne sareste travolti. Noi siamo così, un vortice d’aria, un tornado che perturba il campo e fa collassare oggetti.”

Sono rimasta folgorata da questa metafora, come un pugno in faccia; mi sono ripromessa di voler incontrare quella Dottoressa a qualsiasi costo.

Stavo davvero male in quel periodo, uscire di casa era un problema enorme, non credo sarei mai riuscita ad arrivare a Milano; ma lei presentava un libro a Cernobbio, a 20 minuti da casa mia, ce la potevo fare.

Vi anticipo che io adoro i cani, sono stati per anni i miei compagni di vita.

elsa e cane

 

Raggiungo Cernobbio, prima ancora di vedere lei, il mio sguardo cade su un cagnolino simpaticissimo, mi fisso su di lui.

Mia mamma, che in quella occasione mi ha accompagnato, mi chiede se la persona davanti alla sala conferenze fosse la Dottoressa Poli; alzo lo sguardo dal cane, scorrono gli occhi lungo il guinzaglio e capisco che quel cane è di Erica.

Una Dottoressa che si presenta ad un convegno con il suo cane … casualità!?

Per me è un altro segno divino contro la fibromialgia.

Ho ancora ben presente la frase di mio padre : “solo tu potevi rivolgerti ad una psicologa che ha nel suo studio un cane!”

Per una persona come me maledettamente razionale, che è fermamente convinta che tutto sia casuale, che pensa che la parola Energia sia riferita solo alla corrente elettrica, che la malattia ti colpisce perché sei più sfigata di altri, per me Erica rappresenta un cambio di paradigma enorme!

Sono uscita dallo studio del reumatologo con quella che per me era una condanna a morte!!

Ora esco da quell’incontro con la convinzione che Erica è arrivata nel momento perfetto del  bisogno con una modalità che non poteva essere casuale, qualcuno aveva orchestrato tutto per me, non potevano esserci così tante coincidenze.

E poi io, la personificazione della diffidenza: io che mi tengo a debita distanza persino dalle persone che conosco bene, io che mi sento travolta da un amore così puro, forte, limpido per una persona che ho visto 5 minuti in un canale televisivo.

Come posso io non considerare Erica un angelo, un’entità che arriva a me nel momento perfetto con una forza devastante con la metafora perfetta che rompe ogni schema, come un terremoto che sconquassa ogni credenza, ogni convinzione, ogni idea, che mette in discussione tutta la mia vita, il significato della malattia, che ribalta tutto.

Al convegno la avverto come una professionista di elevata caratura, penso non mi possa seguire, chissà quanti pazienti avrà con patologie molto più gravi delle mie. Mi sbagliavo, anche qui altro segno di qualche disegno divino: le mando una mail, mi risponde e accetta di seguirmi.

La prima cosa che penso istantaneamente e istintivamente è che non sono più sola, che qualcuno questa volta è disposto a starmi a fianco, a supportarmi, a darmi una mano, finalmente posso confidarmi, c’è qualcuno disposto ad ascoltarmi, non devo tenermi tutto dentro!

E’ qualcuno di cui mi fido ciecamente, qualcuno a cui sento di voler un bene immenso, ancora prima di incontrarla, ancora prima di sapere se mi avrebbe voluto seguire

Tutto questo ha inizio a maggio 2015

Il 12/04/2016 ho perso il mio cane, Blacky, per 18 anni, ogni sacrosanto giorno, mi è stato vicino con un amore immenso.

In quel momento si è creato un vuoto enorme in me.

Ho avuto una forte ricaduta della fibromialgia: la paura, il dolore, lo sconforto, la frustrazione avevano ancora qualcosa da dirmi.

elsa-in-mezzo-alla-neve

Avevo bisogno di qualcuno che mi seguisse ancor più da vicino, che affiancasse il lavoro di Erica; la dottoressa Poli ha una missione molto più ampia, non potevo chiedere a Lei di starmi accanto giornalmente.

Ho provato di nuovo, si, ho riprovato a chiedere ancora, e mi ricollego a Blacky; prima di portarla dal veterinario per l’eutanasia, una delle prove più difficili della mia vita, le ho tagliato un ciuffo di pelo, l’ho lavato e asciugato con la massima cura.

Ora è riposto nel mio comodino e non c’è sera e mattina che io non lo prenda tra le mani e ringrazi il mio esserino peloso per tutto quello che mi ha dato e insegnato.

numero duePochissimi giorni prima dalla sua scomparsa, mia moglie mi chiama al lavoro e mi dice testuali parole “vai su google, digita Vittoria Diamanti e guarda cosa ho trovato!”. Interrompo istantaneamente il lavoro, seguo le istruzioni di Patrizia, apro il sito… è lei, la risposta che cercavo è lei, l’ho capito subito!

A voi che mi leggete, vi rendete conto di quanto chiaro sia stato l’universo con me, il mio cane o chiunque sia stato non poteva mandarmi un messaggio più evidente e lampante di questo: Vittoria Diamanti!, ve lo ripeto,  Vittoria Diamanti.

Vittoria, una persona che ha vinto la fibromialgia e nella vita.

Diamanti, una donna che vale quanto un diamante.

elsa-e-vittoria-nel-davanzale

Queste due semplicissime parole “Vittoria Diamanti” sono impresse nella mia anima e nell’anima custodisco colei che le manifesta; quello stesso giorno in cui ho aperto quel sito ho preso Vittoria e l’ho riposta nel posto più sicuro che ho, il mio cuore, con una cura enorme e lì, nel mio cuore, ci resterà per sempre perché lei è un diamante e l’universo me ne ha voluto far dono e me ne prenderò cura come uno dei regali più belli della mia vita!

Il mio cuore non si sbagliava, mi sono ben presto resa conto del valore immenso di questa donna, non solo a livello professionale ma anche e soprattutto a livello umano: è veramente un Diamante ma non è un’esclusiva mia, se mi state leggendo è perché questo diamante è un dono anche per voi!

Voglio conoscerla, vedere il mio diamante in carne e ossa e, casualmente (anche se di casualità non si tratta assolutamente) il 17/04/2016 c’è una conferenza  a Milano.

Mi iscrivo al seminario.

Quello stesso giorno Patrizia, che avrebbe dovuto accompagnarmi, ha la febbre alta, non è in grado di farlo.

Chiamo all’ultimo momento mia mamma che accetta di venire con me, non potevo non andare, l’universo ha incastrato tutto perfettamente per me, è come se avesse fissato ogni appuntamento appositamente per me, non potevo rinunciare!

Con mille difficoltà, nonostante i dolori, la rabbia che mi porto dentro per la ricomparsa dei miei sintomi, il senso di svarionamento che rende il mio equilibrio precario, vado da lei.

Arrivo quasi un’ora prima dell’inizio del corso, sono in sala di attesa della libreria, i miei occhi la cercano ansiosi di incontrare i suoi.

Poi finalmente la vedo con un sorriso enorme sul volto: l’istinto è quello di correrle incontro ed abbracciarla ma i dolori sono talmente forti e il mio equilibrio talmente instabile che è già tanto per me arrivare alla sedia della sala conferenze.

La ascolto, rimango estasiata dalle sue parole, dal suo modo di porsi, dalla gentilezza e dalla sensibilità che traspare da ogni suo gesto, dall’amore che si vede nitidamente nei suoi occhi, dalla dolcezza del suo sguardo, dalla sincerità del suo sorriso, dalla gioia che la pervade.

dolore condiviso: coaching itinerante

La voglia di abbracciarla è sempre più forte ma i dolori non mi abbandonano un attimo, faccio fatica a stare seduta a lungo nella stessa posizione ma non mollo, non voglio perdermi nemmeno un attimo di quel momento, la mia cagnolina con l’universo ha orchestrato tutto appositamente per me!

Se dovessi leggere queste mie stesse parole dall’esterno direi che mi sto innamorando: è vero, è un amore purissimo, io mi permetto di osare e dire che è un amore divino.

Lo devo al mio cuore che ho riempito di rabbia e dolore per anni , privandolo di qualsiasi contatto umano, della gioia, della serenità, l’ho reso duro e insensibile, impaurito e provato, stanco e frustrato, non ce la fa più ad andare avanti così.

È lui, il mio cuore, il primo ad urlarmi e a pregarmi di affidarmi a lei, mi sta implorando che la persona che sto ascoltando è un concentrato di tutto ciò di cui il mio cuore ha bisogno, ha necessità di un abbraccio, di una carezza, di amore, di dolcezza, di serenità, di leggerezza, di respiri profondi.

E’ lui, il mio cuore, che mi supplica di accettare quel nutrimento che Vittoria rappresenta.

Così alla fine della conferenza resto in paziente attesa di poterla finalmente avvicinare, ho un insieme di emozioni pazzesche dentro di me, tutte le emozioni negative dovute alla fibromialgia si mischiano alle emozioni positive di questo incontro in una sorta di tornado (per tornare al mio primo incontro con Erica..), gioia e paura, dolore e leggerezza, amore e tristezza, coraggio e frustrazione, tremore e forza, tensione e rilassamento, ansia e tranquillità, rigidità e dolcezza.

Tutte in un unico turbinio, un senso di calma che muove il delirio!>>

freccia-giuQuesta era la prima parte della storia di Elsa, se vuoi leggere la seconda clicca quiiscriviti subito alla newsletter per non perderti i prossimi articoli ma, soprattutto, per scaricare l’ebook gratuito “11 passi per uscire dalla sofferenza della fibromialgia, secondo me!”

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By | 2018-05-11T10:30:03+00:00 21 settembre 2016|Corpo Sano|2 Comments

About the Author:

Mi chiamo Vittoria Diamanti, sono una Life Coach e Insegnante certificata Heal Your Life®. Aiuto le persone ad amarsi, a compiere i primi passi alla scoperta di sé stessi e ad eliminare barriere e limiti che impediscono loro di essere liberi.

2 Commenti

  1. Patrizia 22/09/2016 al 08:42 - Rispondi

    Che emozione! leggere il racconto della mia compagna, che con coraggio e tenacia ogni giorno convive con la fibromialgia. Ogni giorno se pur con i dolori affronta la giornata sempre di più con il sorriso perché è una persona nuova ha ritrovato ogni giorno un pezzettino di se. Sono felice di esserle accanto per completare il mio mondo e la mia vita, per darle il mio sostegno nei momenti difficili, per darle il mio amore. La ringrazio ogni giorno perché senza di lei non avrei intrapreso il mio percorso di crescita. E infine desidero ringraziare pubblicamente Vittoria perché senza la sua presenza, il suo sostegno non saremmo riuscite a intraprendere il sentiero della consapevolezza nella realtà di tutti i giorni.

    • Vittoria 25/09/2016 al 23:14 - Rispondi

      Sei un tesoro!!!
      Grazie per la meraviglia che sei, per il tuo prezioso sostegno e per la sensibilità con cui affronti questo percorso di continua crescita… Non sempre facile!
      Ti voglio bene
      Vittoria

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