Essere felici è una questione di allenamento… Di qualità!

//Essere felici è una questione di allenamento… Di qualità!

Essere felici è una questione di allenamento… Di qualità!

Per essere felici dobbiamo allenarci in qualità più che in quantità. Cosa significa?

Viviamo in un’epoca caratterizzata dall’abbondanza e dall’accumulo costante in ogni ambito della nostra vita. Oggi vorrei parlarvi del potere delle scelte di qualità rispetto a quelle di quantità.

In fondo, possediamo tutto, o quasi, eppure scarseggiamo di ciò che realmente dà senso alle nostre giornate.

Crediamo che il personaggio pubblico che ostenta una vita spettacolare fatta di agi e lussi rappresenti la felicità o che il vicino di casa con un’abitazione più bella e signorile sia realizzato e quindi più sereno di noi.

Ma in tutto questo non consideriamo una questione importantissima: si sta facendo riferimento solo a fattori esterni a noi stessi, mentre la felicità e la serenità sono qualcosa che possiamo trovare solo dentro di noi!

Questa frase per molti può sembrare banale, ma non lo è per chi in realtà non riesce ad applicarla.

Avete mai notato come spesso chi ha tanto è alla continua ricerca di altro da possedere o da esibire?

Attenzione, non sto dicendo che non sia piacevole condurre una vita agiata, possedere bei vestiti o poter viaggiare… Dico che non possono essere i nostri parametri di felicità, né tantomeno elementi validi per voler desiderare la vita di altri.

Sono le scelte di tutti i giorni a creare gioia e stabilità, ed ecco perché voglio suggerirvi di scegliere per voi stessi oggetti, esperienze e relazioni veramente di qualità, che possano lasciare in voi, anche nel lungo periodo, una scia di emozione e di insegnamenti che valgano la pena d’essere vissuti.

Siamo la generazione del “tanto a tutti i costi” quando invece “poco ma buono” torna ad essere di moda in ogni ambito.

Pensate: spesso si mangia al volo un boccone in piedi, pochi si siedono a tavola con calma e hanno piacere di raccontarsi la giornata, le comunicazioni avvengono via messaggi perché persino una telefonata è diventata troppo impegnativa.

È ovvio che non possiamo restare immuni allo sviluppo tecnologico e ai cambiamenti repentini che la nostra società ci propone, ma credo fermamente che sia una buona idea seguire il cambiamento mantenendo un senso educativo e di rispetto che mi pare vada sempre più scemando.

Tutto è dato per scontato: oggetti, luoghi, comodità e troppo spesso le persone stesse. Noto in questo contesto una grande difficoltà ad avere personalità ed identità solide.

Molti temono la paura del giudizio altrui, altri sentono il bisogno di nascondere debolezze dietro maschere ostentando una vita perfetta. Spesso l’esibizionismo è confuso come capacità di osare e questo crea confusione nelle relazioni e per paura si tende sempre più a chiudersi in sé stessi.

“Nella società dell’apparire occorre apparire, ma l’essere oggi rappresenta ancora un valore fondamentalmente. Ritengo che l’apparire abbia breve durata, ma l’essere sia per la vita.” Giorgio Armani

La qualità può far parte di ogni gesto quotidiano: profumi, abiti dai tessuti confortevoli, la magia di un fiore che sboccia, il buongiorno ad una persona cara dato con affetto e non frettolosamente, una cena consumata in famiglia e non trascorsa controllando lo smartphone mentre i figli guardano la TV.

Provate a ridurre il numero di azioni che compiete in una giornata ma dedicatevi ad esse con una maggiore attenzione: se siete sinceri con voi stessi potrete constatare che non tutto ciò che fate in una giornata è obbligatorio o comunque non così totalitario.

È davvero necessario fare così tante cose nello stesso momento e perdersi il qui ed ora?

Bastano pochi minuti per fare una breve camminata da soli, per sorridere ad uno sconosciuto, per chiedere ad una persona come sta, per conversare con il vostro partner prima di dormire o per stare semplicemente a guardare vostro figlio che gioca ricordando a voi stessi quanto siete fortunati di tutte queste cose.

Troppo spesso si dà per scontato qualunque gesto, mentre è importante imparare a riempire di gratitudine il vostro vissuto.

Poco alla volta quest’abitudine, che pare quasi insignificante, si insinuerà nella vostra realtà e vi permetterà di entrare più in contatto con voi stessi spingendovi alla ricerca di tanti altri momenti e situazioni più appaganti.

Vi pongo una domanda:

quanto di ciò che fate vi appaga veramente e parla effettivamente di voi?

Non sto parlando di impegni inderogabili che si è tenuti a svolgere, sto parlando di quelle attività e di quei momenti nei quali esprimete al 100% i vostri talenti e le vostre passioni.

Ve lo chiedo perché spesso si tende a seguire la massa o quello che la società ci propone per sentirsi parte di un gruppo e quindi soddisfare le esigenze di altri.

E la cosa più assurda è che spesso le persone impiegano anni prima di  rendersi conto (se mai questo accada) che, in realtà, molte delle cose che fanno non sono cose che desiderano veramente, ma semplicemente condizionati da ciò che li circonda.

Ed ecco che qui si perde il significato e il senso di felicità.

Ammettete a voi stessi (gli unici ai quali vale la pena render conto) se fra i vostri impegni non esiste qualcosa che vorreste e potreste sostituire con qualcos’altro che vi appaga di più! Il punto non è se quel che fate è cool per la società o di successo per chi vi segue sui social, il punto è se ciò che fate corrisponde a ciò che siete ed è significativo per voi!

La sincerità con se stessi è il punto di partenza per evolvere come esseri umani e coloro che se ne renderanno presto conto, potranno decidere se circondarsi di qualità o restare nel caos delle scelte proprie o troppo spesso dipese da altri.

Ti chiedo ora di prendere un quaderno e di rispondere con sincerità a queste domande:

  1. Da quanto tempo stai rimandando attività che suscitano in te curiosità ed interesse?
  2. Cosa ti rende veramente felice?
  3. Cosa ti fa sentire vivo?
  4. Cosa dovrebbe accadere affinchè tu possa dedicare il giusto tempo alle attività che ti appassionano?
  5. Tendi a lamentarti per ciò che non và nella tua vita o sei più focalizzato su ciò che di bello hai e ringrazi spesso tutto ciò che molti danno per scontato?
  6. Qual è il primo passo che senti di fare sin da subito per sentire che la qualità della tua vita migliora di giorno in giorno?
  7. Quali sono quelle cose che decidi di lasciare andare perché ti sei reso conto che non portano qualità alla tua quotidianità?
  8. Sei disposto ad impegnarti e prenderti la responsabilità della qualità della tua vita? In fondo se le cose non vanno come desideri forse tu puoi impegnarti affinchè vadano in una nuova direzione.

“Qualunque cosa tu possa fare o sognare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia. Ora!”

Ringrazio Chiara Trovato per questo articolo!

 

La sincerità con sé stessi è il primo passo verso un cambiamento radicale per il miglioramento della qualità della nostra vita.

Ringrazio Chiara per aver condiviso questi pensieri ed esercizi finali e vi invito a conoscerla visitando il suo sito web www.chiaratrovato.it e i suoi canali social.

 

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By | 2017-11-23T14:05:32+00:00 22 novembre 2017|Amore di Sé|1 Commento

About the Author:

Mi chiamo Vittoria Diamanti, sono una Life Coach e Insegnante certificata Heal Your Life®. Aiuto le persone ad amarsi, a compiere i primi passi alla scoperta di sé stessi e ad eliminare barriere e limiti che impediscono loro di essere liberi.

Un commento

  1. […] in questo momento, il che non significa rassegnarsi, semplicemente occorre sforzarsi di mettere qualità, cura e amore in ogni azione del presente, anche la più banale, concentrandosi sull’azione stessa e non sul […]

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