A cosa sono legati i dolori articolari diffusi, tipici della Fibromialgia?

//A cosa sono legati i dolori articolari diffusi, tipici della Fibromialgia?

A cosa sono legati i dolori articolari diffusi, tipici della Fibromialgia?

Le emozioni esercitano una forza molto potente sul corpo umano, figuriamoci quindi le ripercussioni che esse possono avere su un fibromialgico, come i dolori articolari diffusi. Mi sento di poter affermare che proprio l’incapacità di saper gestire le emozioni può essere una delle cause primarie dell’insorgere della Fibromialgia.

Mi spingerei ancora oltre: la definirei come una “patologia” di emozioni inespresse o delle emozioni mal gestiste!

Ho riscontato in questi anni che c’è un denominatore comune molto forte tra noi fibro: inconsapevolmente,  non ci diamo mai il permesso di vivere le emozioni internamente, di comunicarle apertamente e di essere spontanei.

E quando magari lo facciamo, poi fatichiamo a gestirne le conseguenze.

Prova a verificare se ti ritrovi in una di queste situazioni:

  • sei arrabbiata e reprimi questa energia perché la reputi inaccettabile o per paura di dire la tua;
  • hai bisogno di piangere e non lo fai perché lo consideri una debolezza inopportuna o, ancor peggio, perché non vuoi disturbare o farti vedere che soffri;
  • percepisci un senso di tristezza ma non vuoi sentirlo o mostrarlo perché ti convinci che “tanto non serve a nulla”;
  • dici di “si” per non deludere gli altri, anche quando sai che, dentro di te, l’anima sta gridando un forte “no”, ma per il quieto vivere “si fa così!”
  • vorresti esprimere la tua opinione mentre ti trovi in una situazione di gruppo, al lavoro o tra amici, ma non lo fai per timidezza o per paura del giudizio altrui;
  • ti senti spesso in colpa per non riuscire a gestire più la tua vita come vorresti e questo ti logora dentro ogni giorno.

Potrei continuare a lungo ma credo che tu ti sia già riconosciuta, se non in tutte, sicuramente in molte di queste situazioni.

Come puoi notare, in ogni esempio, abbiamo un’emozione trattenuta che genera un dolore fisico.

Devi proprio immaginare il tuo corpo come un palloncino che continua ad immagazzinare aria, nel nostro caso parliamo di emozioni, finchè, ad un certo punto, diventerà talmente teso per tutto quel carico emotivo, da generare dolori articolari diffusi.

Prima o poi tutto questo “scoppia” in Fibromialgia.

Sigmund Fred scriveva: “Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore”!

Quindi se vogliamo permettere al nostro corpo di rilassarsi e attenuare i dolori muscolari che ci attanagliano, la prima cosa da fare è assumersi la responsabilità di esprimere sempre ciò che ci arriva da dentro, siano essi pensieri, emozioni, stati d’animo, gesti, nel rispetto di tutti, te stessa in primis!

Non trattenere nulla di ciò che provi.

E quando dico nulla, mi riferisco non solo alle emozioni negative, ma anche a quelle che dovrebbero essere un toccasana per il nostro benessere, come gioia, amore, felicità, piacere, dolcezza e soddisfazione.

Sì, perché nel corpo di un Fibromialgico ho potuto constatare, in questi anni di studi e ricerche, che restano incagliate anche le emozioni positive!

Verifica se ti ritrovi in queste circostanze:

  • vorresti chiamare un amico per passare del tempo con lui, ma ti convinci che avrà di meglio da fare e che non si merita la tua compagnia; (non sento di meritare e quindi di vivermi qualcosa di piacevole);
  • muori dalla voglia di dire a una persona che le vuoi un gran bene, ma hai il timore di essere inopportuna o respinta; (quindi piuttosto di dover gestire un no rinunci, d’altro canto se fosse un si faresti fatica a vivervelo… Figuriamoci se tu meriti il suo bene);
  • vorresti tanto abbracciare la persona che hai di fronte, ma per una forma radicata di pudore rinunci; (mi privo di qualcosa perché non si fa – credenza depotenziante che limita la mia vita).

Le ripercussioni dovute al tenersi sempre tutto dentro non sono solo a livello fisico ma, anche, a livello relazionale.

Così facendo, ti circondi di persone, di solito sempre le stesse, che nel tempo si sono calibrate su quello che hanno visto di te, cioè poco o niente perché ti sei sempre limitata a trincerarti dietro silenzi o atteggiamenti passivi di rassegnazione.

Persone che hanno capito che a te si può chiedere anche quello che non andrebbe chiesto, che si può passare sopra la tua sensibilità, che ci si può permettere di ignorare le tue esigenze.

E così, questa dinamica, diventa un po’ come un cane che si morde la coda!

E allora cosa puoi fare per evitare tutto questo?

Mostrare sempre te stessa e le vere emozioni che scaturiscono in te! Vedrai che gli altri ne terranno conto e tu starai meglio!

Questi sono i miei consigli preziosi:

✭ non aspettarti che qualcuno si prenda la briga di mettersi a indagare su quali sono le tue vere emozioni e a cosa stai pensando.

✭ La scarsa prontezza nell’esprimere le emozioni può essere risolta da una sorta di preparazione “a casa”.

Soffermati su ciò che non sei riuscito a esprimere, riflettici, elabora il problema e ripromettiti, la prossima volta, di manifestare ciò che provi. A volte è davvero solo questione di esercizio: allenati a lavorare in modo più fluido e diretto.

Quindi, immagina di rimettere in scena quella situazione in cui ti sei zittito ancora una volta e rivivila, ma questa volta esprimendo ciò che senti.

✭ È importante circondarsi di persone che capiscano la tua sofferenza, con le quali tu possa sentirti libera di esprimere spontaneamente le tue emozioni. Potrai così essere te stessa in circostanze sempre diverse.

✭ La mente ha un potere enorme sulla gestione delle emozioni, mentre non dovrebbe averlo affatto. Quindi sarebbe opportuno mettere un “silenziatore” al suo commento ogni volta che si attiva in noi un’emozione.

Ad esempio se un tuo familiare ti fa una richiesta e in quel momento la prima risposta che ti viene è: “no, mi spiace, adesso proprio non me la sento”, sono certa che la mente di un fibromialgico attiverà una vocina che dirà: “è un tuo familiare, non puoi dire di no, che razza di persona sei se non dai una mano ad un tuo parente che ti chiede un favore?”

Il senso di colpa che si genera in modo istantaneo farà uscire dalla vostra bocca: “Ok, ci sono, dammi due minuti e sono da te”!

✭ Cerca di essere sempre onesta nei confronti di ciò che senti e fai. Se in realtà provi indifferenza per quella persona, perché continui a sforzarti di piacerle? Se sei irritata, arrabbiata o a disagio, perché eviti di parlarne per chiarire la situazione?

Se ti sei comportata così per anni, ti sembrerà impossibile cambiare il tuo atteggiamento.

Ma questa è una tua credenza che dovrai rielaborare a tuo favore se vuoi riprendere in mano la tua vita ed esserne la protagonista!

Certo, il cambiamento richiede impegno e costanza, ma ti garantisco che tutto si può apprendere ma si deve sentire, è un qualcosa che deve passare dalla mente ai muscoli e non può rimanere solo a livello razionale!

Ho visto attuare cambiamenti incredibili a livello emozionale in molte persone che si sono rivolte a me in questi anni, ed è proprio questo che ha fatto la differenza!!!

Liberati dai sensi di colpa e dalla paura del giudizio, sii disposta a lasciare andare quegli atteggiamenti disfunzionali che ti tengono ancorata al tuo dolore e vivi le emozioni che emergono.

Perché a volte, la stessa emozione che ti spezza il cuore, è anche quella che te lo guarisce.

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By | 2018-03-27T18:48:04+00:00 24 gennaio 2018|Corpo Sano|0 Commenti

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Mi chiamo Vittoria Diamanti, sono una Life Coach e Insegnante certificata Heal Your Life®. Aiuto le persone ad amarsi, a compiere i primi passi alla scoperta di sé stessi e ad eliminare barriere e limiti che impediscono loro di essere liberi.

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