Identikit di un fibromialgico, i 5 atteggiamenti più comuni

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Identikit di un fibromialgico, i 5 atteggiamenti più comuni

La fibromialgia si può manifestare in mille modi diversi, può insorgere a qualsiasi età e per i motivi più svariati, produce per ognuno differenti sintomi e disagi.

Anni di lavoro accanto a chi soffre di questa patologia mi hanno però permesso di osservare quante caratteristiche accomunino le persone che ne sono affette, fino ad arrivare a spingermi a stilare un vero e proprio identikit di un fibromialgico. 

È incredibile come tutte le persone che a me si sono rivolte in cerca di aiuto per superare così tanta sofferenza si ritrovino a formulare gli stessi pensieri, ad adottare gli stessi comportamenti, ad affrontare le stesse problematiche ed a gestire le stesse difficoltà con le stesse metodologie ed atteggiamenti.

pensieri negativi di fibromialgico

Nella maggioranza dei casi il fibromialgico è una persona estremamente sensibile, vale a dire molto ricettiva agli stimoli esterni e incapace di mantenere un atteggiamento sufficientemente distaccato da ciò che gli accade.

Questo genera reazioni emotive che spesso risultano di difficile gestione e che, non trovando la giusta via di scarico, rimangono letteralmente intrappolate nel corpo, generando spesso disturbi che possono poi sfociare in vere e proprie patologie.

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Rabbia repressa, lacrime non versate, punti di vista mai espressi, sensi di colpa sono ben presenti in soggetti affetti da fibromialgia.

Questi comportamenti sono sintomo di una bassa autostima, tipica di chi sente di non valere nulla, di non essere mai all’altezza delle situazioni, che frequentemente si rapporta e confronta con gli altri, giudicandosi sempre inferiore ed incapace.

Non di meno il fibromialgico tende a colpevolizzarsi e si sente terribilmente in difetto qualora non riesca ad ottenere l’altrui approvazione, che costantemente cerca in maniera direi quasi spasmodica.

stress

numero unoAtteggiamento numero 1: mancanza di autostima

È evidente che chi non ha stima e rispetto di sé sia convinto che il suo “valore” sia misurabile in base al numero di persone che gli dimostrano affetto.

Per questo ogni suo comportamento è mirato a compiacere chi gli sta accanto, senza mai permettersi di contraddire o di essere dissonante con gli altri. In questo modo non si consente mai di esprimere il proprio sentire, non sa dire mai un “no”, è sempre accondiscendente, arrendevole, è disposto a sacrificare sempre il proprio punto di vista, pur di non deludere. cerotto donna fibromialgia

Perché deludere qualcuno vuol dire rischiare di perderlo.

E l’esperienza della perdita e/o del distacco è una delle cose peggiori che un fibromialgico teme di poter sperimentare.

È terrorizzato all’idea di rimanere solo, per questo è disposto ad indossare molte maschere con l’intento di nascondere il proprio disagio, la propria sofferenza, il proprio malessere.

Fingersi ciò che non si è, sforzarsi di adempiere a qualsiasi invito o richiesta da altri rivolta, quando in realtà ciò non corrisponde al proprio desiderio o intento, richiede non solo uno spreco enorme di energia, ma, ancora una volta, ci costringe a rinchiudere la nostra Essenza dentro una prigione senza mai darle modo di manifestarsi.

depressione in vasca da bagno

Non credo ci sia torto peggiore di questo che ci si possa rivolgere! Chi è stato colpito da fibromialgia molto spesso ha adottato per un lunghissimo periodo di tempo un atteggiamento di “evitamento” nei confronti della vita.

Leggi anche l’articolo sul “Come superare la paura del giudizio, la storia di Stefano”, cliccando qui.

Si è quindi sempre comportato con il solo fine di evitare giudizio, dolore, sofferenza, situazioni litigiose, scomode o stressanti. Ha sempre avuto quindi un atteggiamento passivo e mai propositivo, mirato soprattutto a tenersi lontano da tensioni e a trovare una sorta di equilibrio.

Ma per cercare un equilibrio, che in realtà per noi esseri umani può essere solo illusorio, si rinuncia a vivere la propria esistenza. Alle domande:

“Cosa ti rende felice?”, “Cosa ti piace fare nella vita?”, “Cosa ti piacerebbe realizzare?”, un soggetto fibromialgico rimane completamente stupito dal non sapere dare alcuna risposta.

mettersi una maschera

Sa benissimo cosa non vuole, ma non sa cosa desidera!

Quelli che ho appena elencato sono gli atteggiamenti e le modalità che, se reiterati nel tempo, possono portare ad una diagnosi di fibromialgia, ricevuta la quale scattano tutta un serie infinita di paure che generano una sorta di vero e proprio panico per l’incapacità di saper gestire così tanta sofferenza.

Perché il nostro è un dolore fisico talmente cronico ed invalidante da scatenare tutta una serie di disturbi a livello psicologico che molto spesso portano dritti dritti ad uno stato depressivo, ancor più pericoloso dei disturbi fisici che ci accompagnano.

numero dueAtteggiamento numero 2: sentirsi incompresi

La prima difficoltà con cui ci si raffronta è il fatto di sentirsi incompreso. Perché spesso il nostro aspetto rimane quello di una persona “in buona salute” in quanto il dolore che ci attanaglia i muscoli in realtà non lascia segni evidenti nel corpo.rimanere sotto le coperte

Veniamo quindi spesso scambiati per scansafatiche, malati immaginari, soggetti ipocondriaci e giudicate persone pigre o fannullone. A chi di voi non è mai capitato sentirsi rivolgere commenti del tipo

“Dai fai uno sforzo! Tirati su!”, “Smettila di lamentarti e vedi di reagire!”, “Fai qualcosa, anziché stare sempre immobile!” 

Questo ha ripercussioni non di poco conto sul fibromialgico che tenderà sicuramente ad isolarsi. Incomincerà infatti a declinare inviti che gli verranno rivolti perché sa benissimo quanto per lui sia difficile mantenere degli impegni!

E doversi continuamente giustificare per non riuscire a rispettare gli appuntamenti presi diventa estremamente faticoso, perché chi abbiamo di fronte ancora una volta ci giudica inaffidabile, superficiale, irresponsabile. 

È così che anziché liberarci dalle tensioni, continueremo ad accumulare rabbia che irrimediabilmente alimenterà la fibromialgia. Aumenterà anche la sfiducia in sé stessi fino ad arrivare a convincersi di meritare tutto questo dolore! 

L’isolamento in cui ci si costringe spesso porta ad un altro disturbo molto comune che accompagna questa patologia: gli attacchi di panico che, come se già non bastasse il dolore muscolare, provocano palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, dolore al petto, senso di soffocamento.

numero treAtteggiamento numero 3: rifiuto di situazioni ansiogene

Ed ecco che si crea un meccanismo distorto, per cui il fibromialgico tenderà ad evitare tutte quelle situazioni potenzialmente ansiogene, divenendo schiavo di questo disturbo, e si sentirà incapace di rimanere solo o di uscire di casa senza essere accompagnato.

Questo genera una forte dipendenza dagli altri, dai quali però tende a rifuggire per non mostrare le proprie debolezze. 

stare a letto

In tutto questo il fibromialgico assumerà un atteggiamento atto a tenere tutto sotto controllo: tutto infatti diviene una minaccia a quel flebilissimo stato di equilibrio che cerchiamo di raggiungere, ci muoviamo nella quotidianità come un funambolo al quale basta un piccolo spostamento d’aria per cadere nel vuoto.

E anche questo ci priva di quelle poche energie di cui disponiamo. Lo stato d’ansia diventa quindi la nostra condizione abituale, il che vuol dire:

  • Avere un sistema nervoso in perenne stato di allarme che manterrà sempre a livelli alti il battito cardiaco, la pressione e la tensione muscolare.
  • Il sistema immunitario ne risulta inevitabilmente indebolito.
  • Tutti gli organi del nostro corpo saranno costretti a gestire tutte le emozioni che non siamo in grado di rilasciare; non dimentichiamo che, oltre ai muscoli scheletrici, anche l’intestino, lo stomaco ed il colon sono mossi da muscoli. Questa è la motivazione per cui un fibromialgico soffre molto spesso di colon irritabile, difficoltà digestive, gonfiore, diarrea e/o stitichezza.
  • Un sistema nervoso costantemente attivo genera disturbi del sonno, per cui si tenderà a rimanere svegli a lungo o comunque a non godere di un sonno ristoratore.

Disturbi così invalidanti che coinvolgono tantissime aree del corpo, unitamente all’incapacità di gestire pensieri che si fanno via via sempre più negativi e pessimisti, genera uno stato di paura costante, che ancora una volta va ad alimentare gli stessi disturbi che continuano a generare paura!

È un cane che si morde continuamente la coda!urlare fibromialgia

Non dimentichiamo poi la frustrazione enorme in cui questa condizione ci fa ricadere: non si è più in grado di fare nulla, persino le azioni più elementari, che un essere umano esegue senza nemmeno rendersene conto, diventano per noi una fatica enorme! 

Restiamo quindi tagliati fuori da qualsiasi attività sociale e questo isolamento forzato e non certo voluto ci rende privi di qualsiasi motivazione o intenzione per agire qualsiasi cosa!

numero quattroAtteggiamento numero 4: lamentarsi e arrabbiarsi come valvola di sfogo

Ritrovarsi soli a gestire una situazione di tale portata è davvero improponibile se prolungata sul lungo termine. Ci troviamo così ad essere estremamente rabbiosi, nervosi, in preda alla voglia di urlare e di spaccare qualsiasi cosa ci capiti sotto tiro, pronti ad imprecare od insultare chi si trovi davanti a noi, creando così ancora maggior vuoto tra noi ed il resto del mondo!

È l’unico modo che abbiamo per mostrare tutto il nostro dolore e la nostra disperazione, nella speranza che tutto questo venga letto da chi ci è accanto come una richiesta di aiuto che non sappiamo più come chiedere!

Le nostre lamentele sono un modo per trovare una valvola di sfogo e non certo per istigare, cercare il litigio, dare noia agli altri. È il segnale che ormai siamo davvero esausti e non sappiamo più come uscirne. 

D’altro canto ci rendiamo perfettamente conto di divenire insopportabili e di essere ingestibili; questo genera in noi un terribile senso di colpa perché spesso il nostro atteggiamento è causa dell’allontanamento del nostro partner o della perdita del nostro lavoro.stress a lavoro

Purtroppo chi sperimenta e condivide con noi quello che non esito a definire un dramma, spesso non sa come aiutarci e noi non sappiamo come chiedere aiuto.

È difficile per chi non si è mai trovato nelle nostre condizioni capire come sia possibile che un fibromialgico abbia voglia di buio e due secondi dopo richieda la luce, oppure stia ascoltando musica e subito dopo pretenda silenzio, o ancora che abbia voglia di uscire e al momento di varcare il cancello di casa ci ripensi e desideri tornare a sdraiarsi nel suo letto. 

Abbiamo sbalzi d’umore frequenti ed improvvisi che non sappiamo gestire e che chi ci circonda scambia per “capricci” o ripicche o immaturità.

Ecco che ci sentiamo così responsabili del vero e proprio deserto che creiamo intorno a noi; i parenti cominciano a farti visita con sempre maggior rarità, gli amici stentano a farsi sentire, i colleghi iniziano a lamentare quanto le tue lacune sul lavoro ricadano su di loro, ed il tuo partner minaccia con sempre maggior frequenza di andarsene di casa.

numero cinqueAtteggiamento numero 5: il vittimismo del Fibromialgico

A questo punto scatta, spesso inconsapevolmente, un altro atteggiamento che il fibromialgico mette in atto per forza della disperazione: comportarsi e agire come vittima. Così facendo otterrà molti vantaggi: indulgenza, ascolto, affetto e protezione.

Tutti elementi che in chi è in una situazione così invalidante sotto ogni aspetto possono rappresentare l’unica via di sopravvivenza. In realtà non ci rendiamo conto che, ancora una volta, non stiamo andando nella giusta direzione per fare passi lontano dalla sofferenza. 

Leggi anche l’articolo “Ho paura di tutto! Ti svelo la chiave per uscire da questa gabbia”, cliccando qui.

Ci sentiamo come un cane, sofferente ed incattivito, rinchiuso dentro una stretta gabbia, che per disperazione continua a roteare intorno a sé, a ululare ed abbaiare in cerca di aiuto, disperdendo così progressivamente ogni energia e arrendendosi ad una condizione ormai insopportabile. 

togliere dei chiodi dal corpo

L’identikit che vi ho appena descritto di un fibromialgico ha l’intento di farvi capire quanto io abbia sperimentato tutto ciò che anche voi che mi leggete state provando sulla vostra pelle!

Conosco il dramma che state vivendo, e proprio per questo ho scelto di mettermi a disposizione per aiutarvi ad affrontare tutto questo! In realtà una via d’uscita c’è!

Una porticina che ci permetta di sgattaiolare fuori da quella gabbia in cui ci sentiamo rinchiusi c’è!

Eccome se c’è! 

Bisogna solo mettersi in gioco, armarsi di tantissima pazienza, coraggio, amore e dedizione verso sé stessi, essere disposti ad abbracciare il cambiamento radicale che inevitabilmente vi aspetta in ogni comparto della vostra vita! 

Ed io ed il mio team siamo qui proprio per accompagnarvi in questo viaggio!

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By |2019-04-11T11:36:47+00:00Aprile 11th, 2019|Corpo Sano|0 Commenti

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