La diversità è una ricchezza e la natura ne è testimone. In essa esistono numerosi ecosistemi, ognuno con le sue specificità. Anche noi, singoli individui, siamo piccoli ecosistemi che si relazionano ed agiscono in ecosistemi più grandi.

Ogni persona è, quindi, specifica e unica nel suo genere, riconoscibile per i suoi pregi e difetti, per le sue attitudini e i suoi eccessi.

Quando si applica il concetto di diversità alla natura, tutti siamo concordi nell’associarlo al concetto di ricchezza e a constatarne il profondo valore; al contrario, quando si tratta di noi, della nostra diversità e di quella degli altri, spesso ne facciamo un problema.

Ci sono momenti in cui percepirsi diversi rispetto alle persone che ci circondano, soprattutto in ambienti che non abbiamo propriamente scelto, come la famiglia, il lavoro, un’associazione, il gruppo di un corso ecc., ci fa sentire alieni, sbagliati, stralunati, meno validi, incompresi e può capitare che per ottenere un po’ di considerazione, cadiamo nella trappola del compiacere, del servire, del dimostrare.

batteriaCosì facendo però, si perdono tantissime energie, perché colui che non ti apprezza per quello che sei, non riesce nemmeno a capire il tuo sforzo e il motivo per cui lo fai.

Continuare ad inseguire e soddisfare le aspettative altrui ci sfinisce.

Ci guardiamo allo specchio con rabbia, poiché divisi tra il non essere riusciti ad essere noi stessi e l’essere stati troppo o troppo poco agli occhi degli altri.

La soluzione è data dalla consapevolezza di sé

Esiste una soluzione a questo circolo vizioso del rinnegare la propria diversità e il proiettarsi continuamente all’esterno. Si tratta di uno switch mentale, basato su consapevolezza di sé, responsabilità e libertà.

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Mettetevi ora davanti a uno specchio e ripetete, guardandovi negli occhi:

“Io sono diverso. Io amo la mia diversità, io sono autentico”.

Questo mantra può essere di aiuto ad accettarsi per quello che si è. Se non ci accettiamo noi, prima di tutto, perché mai dovrebbero farlo gli altri e noi, di rimando, come potremmo mai farlo con loro?

Saremo sempre dei giudici severi dell’umanità.

Amare la diversità

Il punto di partenza è semplice: ci saranno sempre delle persone a cui non piaceremo, che rideranno di noi, che ci rifiuteranno, che ci escluderanno.

Ma ci saranno anche tante altre persone per cui saremo un valore aggiunto nella loro vita, persone da amare e proteggere. E il numero di queste persone cresce in proporzione alla nostra capacità di dare valore alla propria ed all’altrui diversità.

Sta a noi capire dunque dove voler incanalare le nostre energie; se nel compiacimento o nel piacere di essere.

Quelli a cui non piacciamo sono liberi di andare altrove, così come lo siamo noi.

Entrambe le parti sono libere, assolutamente libere di scegliere il meglio per sé stesse. E se non lo sono io per lui/lei? Bene, sono libero di guardare altrove.

Valore della diversità

Imparate quindi a divenire consapevoli di quanto sia fondamentale considerare con gioia e delicatezza le vostre diversità perché costituiscono la vostra unicità, qualcosa che vi distingue e vi rende irripetibili.

Non preoccupatevi se parlate una lingua diversa dai vostri familiari, coetanei, colleghi o da chi vi circonda, non sentitevi in difetto se avete una sensibilità spiccata e fuori dal comune,  se la vostra personalità è considerata particolare o strana.

Si tratta di altrui valutazioni che permettiamo divengano giudizi nei nostri confronti.

Prestate attenzione a quando vi costringete a cambiare solo per piegarvi ai condizionamenti esterni, per conformarvi alle aspettative degli altri, per non deludere chi avete accanto, per evitare situazioni scomode, per non essere oggetto di altrui critica o giudizio.

Accettare la diversità

Preoccupatevi di esprimere sempre ciò che sentite di essere, rispettando voi stessi e scegliendo di cambiare solo ed esclusivamente se è la vostra anima a suggerirlo. Solo così potrete scoprire e far emergere parti di voi che, per debolezza o paura, avete sempre tenuto nascoste o addirittura non sapevate vi appartenessero!

Ed è in questo preciso momento, quello in cui scoprirete e manifesterete la vostra unicità, i vostri talenti, le vostre peculiarità, che diverrete una ricchezza per gli altri!

E sarete finalmente liberi!

Perché come ben scriveva Charles Evan Hughes:

“Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi!”

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