Quando si lotta contro un nemico invisibile come la Fibromialgia, le parole possono diventare doppiamente violente.

Ho sentito frasi che, purtroppo, hanno il potere di colpire più duro di qualsiasi sintomo fisico.

Oggi voglio condividere con voi ciò che assolutamente non va detto a un fibromialgico, perché la sensibilità inizia con la comprensione.

🧠 “È solo nella tua testa”, “sei solo stressata.”

Quante volte questi cliché vengono ripetuti come un mantra da chi non comprende la realtà della Fibromialgia? Il dolore e la stanchezza non sono semplici capricci mentali; sono sintomi reali e invalidanti che meritano attenzione e rispetto.

E quante volte, con leggerezza, ci viene detto: “anche io ho mal di schiena” .

La Fibromialgia non è un semplice fastidio occasionale, è un dolore cronico che permea ogni aspetto della vita di una persona.

💉 “Se le cure non funzionano è perché non ti impegni abbastanza.”

Questa frase trasuda una mancanza di empatia e una profonda incomprensione della malattia. La Fibromialgia richiede un percorso di cura complesso e personalizzato e, no, non è solo una questione di quanta forza di volontà ci si mette.

Senza contare che queste parole non solo minimizzano la lotta di chi ha la Fibromialgia, ma ignorano anche il fatto che la malattia è imprevedibile e varia da persona a persona.

🖤 “Non ti lamentare che c’è gente che ha il tumore.”

Confrontare le malattie non aiuta nessuno, ogni battaglia è unica e degna di compassione.

Spesso ci viene consigliato di fare sport, come se una corsa potesse cancellare la complessità dei sintomi: “Vai a fare una corsa. Vedrai che se sudi, ti sfoghi e starai meglio.”

La realtà è che l’attività fisica necessita di essere gestita con cura, proprio come facciamo io e Sabrina Galimberti durante il programma Fibro Gym, che tiene conto delle specifiche esigenze dei fibromialgici.

Per approfondire leggi l’articolo: “il ruolo rivoluzionario del movimento nella Fibromialgia”, clicca qui.

E poi c’è la questione dell’invisibilità della malattia: “Dici di avere tutti questi dolori e poi esci, viaggi, vai al lavoro come se nulla fosse e quando torni a casa ti lamenti e basta”.

La Fibromialgia è una condizione a intermittenza, con giorni migliori e giorni peggiori. La capacità di svolgere attività non significa assenza di malattia.

In questo articolo, condivido le parole che feriscono e perché dovrebbero essere eliminate dal nostro vocabolario quando parliamo con qualcuno che soffre di Fibromialgia, perché è necessario diffondere consapevolezza e comprensione, di mostrare empatia e supporto.

Le parole hanno potere, usiamole per supportare, non per ferire.

La Fibromialgia è una condizione complessa, spesso fraintesa, che colpisce milioni di persone in modi che vanno oltre il semplice disagio fisico. È una sfida quotidiana, un combattimento costante contro una serie di sintomi che molti non riescono a vedere o comprendere. Ecco perché è fondamentale pesare le parole quando parliamo con chi affronta questa battaglia.

🏝️ “Sei solo stressata, vedrai che con una vacanza ti passano i dolori.”

Sembra quasi una beffa, come se il riposo potesse cancellare i segni di una malattia cronica. Il bisogno di riposo di un fibromialgico non è come la stanchezza che tutti sperimentiamo dopo una lunga giornata; è una fatica che permea ogni fibra dell’essere.

💤 “Riposa e vedrai che la stanchezza ti passa.” 

Se solo fosse così semplice. La Fibromialgia porta con sé una stanchezza che non si placa con il semplice riposo, una stanchezza che richiede strategie e approcci terapeutici mirati.

➡️ “Fai la vittima per non prenderti le tue responsabilità.” 

È un’accusa che colpisce duro, perché implica che la malattia sia una scelta. Chi soffre di Fibromialgia affronta ogni giorno un alto carico di responsabilità, spesso senza il riconoscimento che merita.

🗓️ “Con te non si può mai organizzare niente.”

Le persone con fibromialgia vivono in uno stato di incertezza costante, non per scelta, ma per necessità. Pianificare in anticipo è una sfida, e la flessibilità diventa una parte cruciale del loro modo di vivere.

🦠 “Sei ipocondriaca.”

Con questa affermazione, si invalidano le esperienze e il dolore di chi è malato. 

La Fibromialgia è una diagnosi medica legittima, non un’invenzione di chi ne soffre.

💼 “Non hai voglia di lavorare.”

Questa frase ignora la realtà di coloro che combattono per mantenere una routine lavorativa nonostante la fibromialgia, spesso a costo di grandi sacrifici personali.

📌 “È una questione psicologica.”

Ridurre la Fibromialgia a un problema mentale è non solo inesatto, ma anche dannoso. Sebbene il supporto psicologico è un utile e necessario complemento al trattamento, la Fibromialgia è una condizione fisica con sintomi invalidanti reali.

🪄 “Secondo me te li inventi tutti questi sintomi.”

Mettere in dubbio la parola di chi soffre non fa altro che aggiungere dolore al dolore.

🎠 “Vedrai che se ti svaghi ti passa.”

Se fosse così semplice, la Fibromialgia non sarebbe la condizione debilitante che è. Il divertimento e la distrazione possono offrire un temporaneo sollievo, ma non sono cure. Spesso si rivelano controproducenti, aggravando una situazione già complessa e insopportabile.

Questo articolo non vuole essere solo una lista di “cose da non dire e non fare”, ma piuttosto un invito a un dialogo più compassionevole e informato.

La Fibromialgia può essere una condizione isolante, e le parole possono sia costruire un ponte sia erigere un muro. Scegliamo di costruire ponti.

Scegliamo di avvicinarci con parole di supporto, con azioni che dimostrino la nostra comprensione e il nostro impegno a stare al fianco di chi soffre.

Le persone con Fibromialgia spesso si trovano a spendere energie preziose per difendersi da questi malintesi invece di concentrarsi sulla propria salute e benessere.

È importante ricordare che la Fibromialgia non è solo un elenco di sintomi; è una realtà che merita di essere spiegata e compresa.

La malattia può essere un maestro severo, ma anche un alleato inaspettato.

Nella Fibromialgia l’equilibrio è un concetto che va oltre la semplice stabilità fisica. È un delicato gioco di bilanciamento tra quello che il corpo può fare e ciò che la mente desidera, accetta ed elabora.

Vivere con la Fibromialgia significa imparare a vivere in una nuova realtà dove il movimento, spesso prescritto come panacea, deve essere dosato con attenzione e rispetto per i propri limiti.

Eppure, ci sono giorni in cui il dolore sembra essere il solo compagno costante, e le parole possono diventare un ulteriore strato di fardello: “Sei una lagna, non ti sopporto più” o “Se davvero stai così male fatti ricoverare”.

È come se ci si aspettasse che la malattia seguisse un copione riconosciuto e validato da tutti, ma la Fibromialgia non gioca secondo le regole comuni.

I commenti diventano ancora più taglienti quando toccano la vita quotidiana: “Ogni scusa è buona per non fare da mangiare, non pulire casa ecc…”

Questi giudizi non solo sono ingiusti ma ignorano la realtà quotidiana di chi combatte contro una fatica cronica e dolori che possono rendere ogni piccolo compito una montagna da scalare.

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Ci tengo a sottolineare che io, Vittoria Diamanti, non sono un medico, non sono una psicologa e nemmeno una nutrizionista. Desidero sottolineare che tutto ciò che condivido si basa sulla mia storia personale, sui miei studi, le mie ricerche e sul mio lavoro, e non sostituisce alcun tipo di trattamento farmacologico, medico o psicologico.