Questo articolo l’ho scritto sia per chi soffre di Fibromialgia, sia per coloro ancora non hanno capito cosa significhi avere a che fare con la Fibromialgia, ma comunque si permettono di ridicolizzare, sminuire e denigrare coloro che fanno i conti tutti i giorni con il dolore cronico.

Per chi vive con la Fibromialgia, ogni giorno è un viaggio imprevedibile, dove il dolore e la stanchezza sono compagni costanti e capricciosi.

Capricciosi, ma non per nostro volere.

Questo articolo nasce per sostenere coloro che affrontano questa lotta, offrendo comprensione e sostegno in un mondo che spesso minimizza e giudica erroneamente l’esperienza della sofferenza fisica e psichica.

Ma è anche un messaggio per chi guarda da fuori, per chi la Fibromialgia non ce l’ha: è una finestra che si apre sul significato profondo del dolore cronico, così pervasivo e itinerante che altera la vita in modi che solo chi lo vive può pienamente comprendere.

💜 Mi rivolgo a chi ne soffre: vi dedico parole che risuonano con la vostra esperienza, per sentirvi visti, compresi e meno soli. La Fibromialgia è più di un semplice dolore; è un ostacolo che richiede forza, coraggio e resilienza quotidiana. 

Questo articolo è invito a condividere la vostra storia, per educare e aprire gli occhi a chi vi circonda, facendo luce sul vostro cammino spesso sminuito e semplificato.

Parlo ai NON fibromialgici: questo articolo è un ponte verso la comprensione, svelando la complessità di una condizione che non lascia segni visibili, ma stravolge la vita di milioni di persone. È un appello all’empatia per le battaglie invisibili che si combattono ogni giorno, per fare il possibile per riconoscere il coraggio di chi vive con la Fibromialgia e per smettere di giudicare basandosi su ciò che si vede esteriormente.

Il supermercato della confusione

Immaginate di trovarvi in una situazione quotidiana ben nota: fare la spesa. 

Ora, immaginate di affrontare questa semplice attività indossando un paio di occhiali che, anziché aiutarvi a vedere meglio, complicano la vostra percezione visiva. 

Questi occhiali alterano i colori, sfocano i contorni e, a volte, oscurano la vostra vista per alcuni istanti.

La sfida si intensifica ulteriormente poiché vi trovate in un supermercato dove i corridoi cambiano posizione in modo imprevedibile e i prodotti si spostano misteriosamente da uno scaffale all’altro.

La paura dell’imprevisto

Trasferiamo ora questa metafora al contesto del dolore e della stanchezza provocati dalla Fibromialgia. Immaginate che il vostro corpo sia come quel supermercato in continuo mutamento, con il dolore che si muove e altera in intensità senza una logica prevedibile.

I “corridoi” del vostro corpo, che dovrebbero essere luoghi familiari e di conforto, diventano sorgenti di disagio e dolore, trasformando le azioni quotidiane in esperienze imprevedibili e gravose. 

La stanchezza limita ogni cosa

Il dolore e la stanchezza nella Fibromialgia non sono semplici sintomi, sono presenze costanti che influenzano profondamente la vita di chi ne soffre.

Queste due realtà agiscono come quegli occhiali distorti, filtrando ogni esperienza attraverso l’angoscia fisica e l’esaurimento.

Questo filtro distorce la realtà quotidiana, rendendo arduo non solo compiere attività semplici ma anche gioire dei piccoli piaceri della vita o comunicare efficacemente il proprio stato a chi non vive la stessa condizione.

La stanchezza, in particolare, porta con sé conseguenze devastanti.

Non si tratta solo di sentirsi “un po’ stanchi” dopo una giornata faticosa.

È una stanchezza pervasiva che si insinua nelle ossa e nei muscoli, riducendo la capacità di recuperare energia anche dopo il riposo.

Questa esauriente fatica complica ulteriormente la gestione del dolore, creando un circolo vizioso in cui il dolore amplifica la stanchezza, e la stanchezza, a sua volta, aggrava il dolore.

Immaginate quindi di aggiungere a questo scenario di supermercato in perenne mutamento il peso di una corazza invisibile, simboleggiante la stanchezza, la paura, i dolori, l’insonnia, la rigidità muscolare, l’incomprensione, i formicolii, la disbiosi intestinale, la perdita di memoria, il brain fog, ecc.

Questa corazza rende ogni movimento più faticoso, ogni scelta più gravosa, e ogni tentativo di navigare tra i cambiamenti ancora più dispendioso in termini di energie. Il risultato è un’esistenza in cui la semplice azione di “fare la spesa” diventa una maratona estenuante, una lotta continua per mantenere una normalità apparente mentre si combatte una battaglia interna invisibile agli occhi altrui.

Una lotta costante

Comprendere la Fibromialgia significa riconoscere il profondo impatto che dolore e stanchezza hanno sulla vita di chi ne soffre.

È accettare che, dietro la facciata di normalità, si nasconda una lotta continua contro un dolore che cambia forma, una stanchezza che non concede tregua e una paura che cresce di giorno in giorno.

Promuovere empatia e supporto per queste persone, significa fare un passo verso la creazione di una società che non solo riconosce, ma anche sostiene chi affronta quotidianamente le sfide imposte dalla Fibromialgia, offrendo speranza e sollievo a chi si sente perso e incompreso a causa della troppa ignoranza che gravita intorno al dolore cronico.

Per approfondire ti suggerisco di leggere anche questo articolo: “Come superare le 15 maggiori difficoltà causate dalla Fibromialgia”, clicca qui.

Giudizi e pregiudizi

La Fibromialgia, spesso nascosta agli occhi di chi osserva da fuori, trasforma la vita di chi ne soffre in una sfida costante, non solo contro il dolore, ma anche contro il giudizio di chi non comprende. L’ignoranza e i pregiudizi si traducono in giudizi affrettati, dove commenti e opinioni non informate aggravano il senso di isolamento vissuto da chi combatte questa battaglia.

La mancanza di empatia e comprensione non solo ostacola il percorso verso la cura ma anche erode il benessere emotivo, rendendo urgente l’esigenza di informare e sensibilizzare.

Educare la società significa non solo alleviare il dolore fisico ma anche sanare le ferite invisibili causate da chi giudica senza sapere.

Per approfondire ti suggerisco di leggere anche il seguente articolo: “Parole che feriscono: cosa NON dire a chi soffre di Fibromialgia”. Clicca qui!

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È un modo per cambiare la narrazione intorno al dolore che vivi, eliminando la necessità di doverti costantemente giustificare.

Quando incontri qualcuno che sembra sottovalutare la tua esperienza, lascia che sia questo articolo a parlare per te. Facendo così, contribuiremo insieme a costruire un mondo più informato e sensibile sul tema Fibromialgia.

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Ci tengo a sottolineare che io, Vittoria Diamanti, non sono un medico, non sono una psicologa e nemmeno una nutrizionista. Desidero sottolineare che tutto ciò che condivido si basa sulla mia storia personale, sui miei studi, le mie ricerche e sul mio lavoro, e non sostituisce alcun tipo di trattamento farmacologico, medico o psicologico.