Ogni anno, il 12 maggio, moltissime città si illuminano di viola per la Giornata Mondiale della Fibromialgia.

Per tanti rappresenta un momento di riconoscimento della propria sofferenza.
Una richiesta di visibilità. Un urlo collettivo di dolore.

Per me, invece, questa giornata rappresenta qualcosa di molto diverso. E non perché io non conosca il dolore. Anzi.

Ma il riconoscimento del dolore non sufficiente. Non è quello che salva la persona.

Il punto è un altro: riconoscerlo non basta, è necessario iniziare a comprendere che esiste anche uno spazio di intervento, una responsabilità personale nel prendersi cura di sé.

Ed è esattamente questo il passaggio che oggi siamo chiamati a fare.

💬 Ho sofferto di Fibromialgia per 30 anni.

Trent’anni di dolore cronico, stanchezza, sintomi diffusi, disperazione, paura, rabbia, impotenza.

So perfettamente cosa significhi vivere tra il letto e il divano.
So cosa significa smettere di sognare.
So cosa significa sentirsi dire da un medico che quella condizione sarà cronica e incurabile.

So cosa significa avere paura di perdere tutto.

In questi anni, l’attenzione, la cura e l’evoluzione nel trattamento della Fibromialgia hanno seguito un percorso molto limitato, dal mio punto di vista, c’è stata una vera e propria involuzione da parte degli addetti ai lavori, che ha contribuito a consolidare una visione riduttiva e spesso parziale della diagnosi, della persona che ne soffre e del suo dolore, che è reale!

E, proprio per questo, sento il dovere di dire qualcosa di diverso che, probabilmente, molte persone non sono ancora pronte ad ascoltare!

Combattere solo per il riconoscimento del dolore non basta.

Battersi esclusivamente per ottenere l’invalidità è profondamente fuorviante.

📝 La narrazione dominante sulla Fibromialgia sta peggiorando la vita di molte persone

Negli ultimi anni la Fibromialgia ha ottenuto sempre più visibilità.

Se ne parla sui social.
Ne parlano i media.
Esistono gruppi, associazioni, campagne di sensibilizzazione.

“Grazie” all’intelligenza artificiale stanno nascendo sempre più “FibroGuru” improvvisati che ripetono a pappagallo una narrazione obsoleta sulla Fibromialgia, limitandosi a confermare l’idea che si tratti esclusivamente di una malattia invalidante e continuando a trattare i sintomi in modo separato, senza una reale comprensione delle cause profonde del dolore cronico.

Tutto questo sta compromettendo la vostra vita e la vostra salute, sia fisica che emotiva.

Il mio desiderio è quello di aiutarvi a comprendere che finché continuerete a interpretare la Fibromialgia come una condizione definitiva, senza una reale comprensione dei meccanismi che la sostengono, e continuerete ad aderire all’idea che non vi sia margine di intervento da parte vostra, ogni tentativo di miglioramento, ogni cura farmacologica, ogni protocollo standardizzato, risulterà inefficace e voi vi convincerete che chi vi ha fatto la diagnosi ha ragione!

Quando una credenza viene ripetuta nel tempo, sostenuta da contesti medici, sociali e mediatici, accade qualcosa di molto pericoloso: quella credenza diventa reale e si finisce per valutarla come l’unica possibilità.

È esattamente quello che è successo a me.

Per anni ho creduto di essere una malata cronica affetta da una malattia incurabile.
E più lo credevo, più il mio corpo sembrava confermare quella sentenza.

Ho vissuto passivamente il mio dolore per 30 anni, giravo da uno studio medico all’altro nella speranza che qualcuno potesse darmi la cura per silenziare il mio dolore.

Ma ogni volta le mie aspettative venivano disattese, ogni volta spendevo cifre importanti senza portare a casa alcun risultato.

Ero completamente in balia di narrazioni contradditorie che hanno solamente aggravato la mia condizione di salute, generando confusione, paura e panico.

Il vero problema della Fibromialgia: si lavora sui sintomi e non sulle cause

Quella che, ancora oggi viene proposta, è una narrazione che purtroppo non educa, non spiega ma tende a separare il corpo dalla mente e dalle emozioni, a trascura il vissuto della persona, e tratta il singolo sintomo come dolore a sé, invece di interrogarsi sulle cause che generano tanto dolore, si limita a intervenire sui sintomi attraverso l’uso di farmaci e psicofarmaci e protocolli standardizzati. E quando non si ottengono risultati si dice che è incurabile!

👀 La realtà che emerge ogni giorno dai gruppi sulla Fibromialgia è ormai sotto gli occhi di tutti.

La cosa incredibile è che, nonostante risultati spesso insoddisfacenti (e questa non è una mia semplice opinione, ma ciò che emerge chiaramente dalla disperazione di chi vive ogni giorno il dolore cronico) moltissime persone continuano per anni ad assumere farmaci e psicofarmaci senza ottenere benefici reali, significativi e tangibili.

Basta entrare nei gruppi dedicati alla Fibromialgia per rendersi conto che ciò che sto dicendo corrisponde alla realtà: persone stanche, deluse, scoraggiate, ma ancora alla ricerca di una soluzione esterna, dopo anni di trattamenti che non sono andati a buon fine!

Chi non sa, chi non ha approfondito, chi non si informa, ahimè resta ancorato alla speranza riposta in protocolli che, molto spesso, già nei foglietti illustrativi riportano controindicazioni e effetti collaterali ben superiori ai benefici attesi.

Fibromialgia: una parola che non spiega davvero nulla

Dopo oltre 13 anni di lavoro nel campo del dolore cronico, sono arrivata a una conclusione che dire Fibromialgia non significa quasi nulla.

Questo concetto lo spiego molto bene nei miei corsi e nei miei incontri pubblici!

Fibromialgia è un’etichetta.
Un nome dato a un insieme di sintomi.

Ma dietro quei sintomi esistono cause completamente diverse da persona a persona.

Ed è qui che, secondo me, nasce il più grande errore.

Molti cercano una soluzione unica per una condizione che unica non è.

Quando invece si osserva la Fibromialgia in modo sistemico emerge chiaramente che ogni persona rappresenta una combinazione unica di fattori:

  • infiammazione
  • alterazioni neurologiche
  • stress cronico
  • trauma emotivo
  • alimentazione
  • disbiosi
  • assetto ormonale
  • relazioni
  • storia familiare
  • convinzioni profonde
  • disregolazione del sistema nervoso
  • scenario di nascita

Ed è per questo che il mio lavoro parte sempre dalle cause.

Se desideri approfondire questo tema, ti invito a scaricare il video gratuito che ho preparato per voi, in cui ti spiego in modo chiaro e approfondito un concetto fondamentale per comprendere cosa sia davvero la Fibromialgia.

🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻

Le testimonianze parlano chiaro.

Mi auguro che questo momento possa rappresentare per voi  un passaggio significativo: da una visione che limita, a una comprensione più ampia, più integrata, più lucida del dolore cronico e della fibromialgia.

Nel mio lavoro ho raccolto centinaia di testimonianze di guarigione.

Non vi propongo solo belle parole o teorie. Non faccio nemmeno ipotesi. E soprattutto non pago nemmeno chi intervisto per raccontare il falso, come qualcuno ha osato insinuare.

In questi ultimi 13 anni, di risultati e testimonianze di guarigione ne ho condivise davvero tante.

Sono tutte persone che dopo anni di dolori incessanti, dopo aver frequentato i miei percorsi e dopo aver messo in pratica ciò che hanno imparato, oggi stanno bene.

Erano tutte persone che lamentavano:

  • dolore diffuso
  • stanchezza cronica
  • insonnia
  • depressione
  • vulvodinia
  • sintomi neurologici
  • problemi digestivi
  • infiammazione cronica
  • febbriciattola
  • problemi mandibolari
  • disbiosi
  • brain fog
  • perdita di memoria
  • acufeni
  • ansia
  • e molto altro…

E che, attraverso un lavoro profondo sulle cause, hanno completamente trasformato la propria vita e risolto il loro dolore, sia fisico che emotivo.

📌 GUARDA LE TESTIMONIANZE SUL MIO CANALE YOUTUBE, clicca qui.

Chi ha il coraggio di raccontarsi lo fa lo fa mosso da un grande intento, che è quello sia di celebrare la sua vittoria, sia di dimostrare che ciò che ci viene detto, non corrisponde sempre al vero.

Avere successo nella vita significa aver fatto accadere delle cose e queste cose, attraverso le testimonianze ve le raccontiamo tutte, da anni!

Come sono diventata asintomatica dopo 30 anni di Fibromialgia

Per 30 anni ho creduto a ciò che mi era stato detto.

Che sarei peggiorata.
Che sarei finita su una sedia a rotelle.
Che avrei dovuto rassegnarmi.

Poi a un certo punto ho capito che se volevo salvarmi, dovevo smettere di credere ciecamente a quella narrazione.

Ho iniziato a studiare.
A osservare.
A collegare i puntini.

Ho approfondito il rapporto tra corpo, mente, emozioni, sistema nervoso, alimentazione, infiammazione e trauma.

E soprattutto ho iniziato ad applicare concretamente tutto ciò che imparavo.

Ed è proprio in quel periodo che qualcosa ha iniziato a cambiare.

Oggi sono asintomatica da oltre dieci anni e accompagno le persone in un percorso che ha lo scopo di comprendere per poi risolvere le tante cause che danno origine al dolore di ognuno di voi.

Perché le persone rifiutano l’idea della guarigione?

Negli ultimi mesi ho osservato una cosa molto interessante.

Quando pubblico contenuti che rafforzano l’identità del dolore cronico, ottengo migliaia di like e condivisioni.

Titoli come:

✔️ “Chi non ha la Fibromialgia non può capire”
✔️  “La Fibromialgia è una brutta bestia”
✔️ “Non permetterti di giudicare chi soffre”

funzionano moltissimo.

Quando invece introduco il tema della possibilità di cambiamento, dell’asintomaticità o della guarigione, la reazione cambia completamente.

Arrivano critiche.
Giudizi.
Resistenza.
C’è malafede.

Questo atteggiamento è un enorme paradosso.

Perché il riconoscimento del dolore è importante, ma non è quello che salva una persona.

Ciò che può trasformare davvero la vita di qualcuno è comprendere che esiste uno spazio di intervento personale.

Guarire richiede responsabilità

C’è una cosa che in questi anni ho capito profondamente: non tutti vogliono guarire.

Perché guarire richiede responsabilità.

Significa smettere di identificarsi completamente con il dolore.
Significa cambiare abitudini.
Significa guardarsi dentro.
Significa affrontare paure profonde.
Significa diventare adulti emotivamente.

Significa raccontarsi la verità e fare fatica.

Si, perché questo percorso è faticoso, è impegnativo sotto ogni punto di vista.

Alle volte estenuante ma rivoluzionario, illuminante, necessario.

Posso garantirvi che è molto più faticoso iniziare a prendersi cura di sé in modo nuovo che restare dentro una narrativa conosciuta.

Ma è anche l’unica strada che può realmente portare trasformazione e guarigione!

Le storie impossibili che hanno cambiato la mia visione

Nel mio percorso ci sono state persone che hanno avuto un impatto enorme sulla mia visione della salute e della guarigione.

🌸 Louise Hay

Louise Hay raccontò di aver affrontato un tumore dopo anni di traumi e conflitti interiori. Le diedero pochi mesi di vita. Lei iniziò un lavoro profondissimo su alimentazione, emozioni, convinzioni limitanti, meditazione e trasformazione personale.

Negli anni successivi raccontò pubblicamente di essere guarita e dedicò la sua vita alla diffusione del legame mente-corpo. Nel periodo peggiore della mia vita, un suo libro mi ha letteralmente salvata.

🟥 Joe Dispenza

Dopo un gravissimo incidente in bicicletta riportò fratture vertebrali multiple.

Scelse di lavorare attraverso meditazione, visualizzazione e concentrazione mentale profonda. Nel tempo recuperò completamente. La sua storia ha aperto un enorme dibattito mondiale sul rapporto tra cervello, emozioni e guarigione.

Per me Joe è stato di grande ispirazione e mi ha insegnato che se volevo guarire dovevo lavorare attivamente attraverso tecniche ben precise, diversamente non avrei potuto sfruttare a mio favore la neuroplasticità.

🩰 Simona Atzori

Nata senza braccia, secondo la logica comune avrebbe dovuto vivere una vita piena di limiti.

È diventata ballerina professionista, pittrice e speaker internazionale. La sua storia dimostra che spesso il vero limite è la convinzione collettiva.

Simona mi ha dato la forza di continuare, nonostante il mio corpo spesso non mi seguiva. Guardavo i suoi video continuamente e prendevo forza dalla sua mentalità, dalla sua determinazione, dal suo modo di stare al mondo. Pensavo che, se una persona era riuscita a compiere cose considerate impossibili, allora potevo farlo anche io.

☀️ Nelson Mandela

Ventisette anni di carcere avrebbero potuto distruggere chiunque.

E invece Mandela uscì dalla prigionia con una lucidità mentale impressionante.

La sua storia dimostra quanto l’essere umano possa essere più forte delle condizioni che vive.

Grazie a Nelson Mandela ho compreso quanto fosse fondamentale rinforzare la mia mente, perché il dolore cronico mi aveva gettata in uno stato di sconforto profondo. E quando una persona vive per anni nella paura, nella sofferenza e nell’impotenza, anche il cervello cambia: aumenta lo stress, il sistema nervoso resta costantemente in allerta e il corpo fatica sempre di più a ritrovare equilibrio.

Osservare persone come Mandela mi ha aiutata a capire che la forza mentale non è un concetto motivazionale, ma una risorsa biologica, emotiva e neurologica fondamentale.

Ho capito che, se volevo uscire da quella condizione, dovevo allenare ogni giorno la mia mente a non identificarsi completamente con il dolore, perché quando una persona è fragile mentalmente diventa quasi impossibile trovare l’energia necessaria per affrontare e risolvere una situazione complessa come la fibromialgia.

🎀 Anita Moorjani

Diagnosi terminale di linfoma.
Coma.
Prognosi disperata.

E poi un recupero rapidissimo che lei stessa collega a una trasformazione profonda del proprio stato emotivo. Anita è meravigliosa. Consiglio a tutti voi di approfondire la sua storia. Molto umana e di grande ispirazione.

💜 La Fibromialgia può davvero cambiare significato, ma dipende da noi.

Scegliere è un atto di responsabilità.

Diventare asintomatici è un atto di amore profondo che richiede un lavoro importante.

La Fibromialgia, secondo me, non rappresenta una sentenza definitiva. Rappresenta un invito urgente a osservare la persona nella sua totalità.

🔗 Per approfondire il mio lavoro puoi visitare il mio sito www.vittoriadiamanti.it

📕 Leggere tutti gli articoli che ho condiviso sul mio blog https://www.vittoriadiamanti.it/blog/

🎥 Ascoltare le tante testimonianze e interviste sul mio canale youtube https://www.youtube.com/@vittoriadiamanti4113/videos

✅ Seguirmi quotidianamente sui miei canali social:

Per dubbi o domande non esitare a contattarmi via mail a: info@vittoriadiamanti.it o su whatsapp al numero 3913837672 solo messaggi di testo (no vocali!)

👉 Se l’articolo ti è piaciuto ti invito ad iscriverti alla newsletter compilando il modulo qui sotto, riceverai un ebook gratuito dal titolo “Come Vincere la Fibromialgia, ti racconto tutto quello che ho imparato.”

Ci tengo a sottolineare che io, Vittoria Diamanti, non sono un medico, non sono una psicologa e nemmeno una nutrizionista. Desidero sottolineare che tutto ciò che condivido si basa sulla mia storia personale, sui miei studi, le mie ricerche e sul mio lavoro, e non sostituisce alcun tipo di trattamento farmacologico, medico o psicologico.